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Il gruppo Stregoni del Nord si auto finanzia in tutto e per tutto.

Riceviamo e pubblichiamo. Conosciamo il signor Terella e siamo certi che ciò che ha scritto viene dal cuore. Uomo e tifoso vero, ci è sembrato giusto condividere con voi lettori il suo pensiero e il suo rammarico. Perché il calcio resta un divertimento, e solo questo.

“Gentile Redazione, scrivo a Voi perché come giornale siete sempre attenti al fenomeno calcio e perché siete sempre realmente obiettivi.

Volevo approfittare del momento difficile che stanno attraversando tanti tifosi (e non solo “ultras”) colpiti da Daspo per esprimere alcune considerazioni.

Sono Vittorio Terella, abito nell’hinterland di Milano ma sono un Sannita DOC e tifoso del Benevento Calcio da oltre mezzo secolo.

Io stesso fui colpito da questo provvedimento (sono dovuto stare due anni lontano dagli stadi e dalla mia amata Strega!) per degli episodi accaduti nell’oramai lontano 21 dicembre del 2015, nel corso della gara Benevento – Cosenza. E vi spiego come accadde.

In quella data, io ebbi un brevissimo scambio di opinioni, magari con tono di voce alterato, ma per nulla violento, con uno steward del “Ciro Vigorito”. Quel giovanotto, al quale io oggi chiedo comunque scusa, voleva impedirmi di recarmi a portare un rapido saluto al Presidente, l’Avvocato Vigorito, che in quell’occasione mi aveva ospitato quale rappresentante del gruppo Stregoni del Nord. Cosa che avevo sempre e normalmente fatto in altre occasioni. Un malinteso banale trasformatosi in discussione, ma solo in quello.

Poi, come qualche TV e qualche organo di stampa all’epoca si affrettarono a “urlare”, ebbi un alterco, sicuramente poco civile, con un noto giornalista beneventano, fuori dallo stadio. Una vicenda di certo poco edificante, della quale non vado assolutamente fiero. Allo stesso giornalista, ugualmente, io oggi chiedo scusa. Perché è sempre un errore trasformare la passione in qualcos’altro. Perché alla fine ogni “ragione” si trasforma in un torto.

Occorre precisare che, unilateralmente, fui trattato come il peggiore dei delinquenti. Da una certa stampa che, contrariamente a quanto deontologicamente (io credo) ci si aspetta, poi non mi diede assolutamente modo di esporre le mie ragioni, semmai ce ne fossero. Una gogna mediatica ingiusta. Usata contro di me da chi, fino a poco tempo prima, mi aveva “sfruttato” per le proprie esigenze logistiche-televisive allorquando serviva qualcosa qui a Milano. Ma io non rimpiango nulla. Per la mia città, e per chiunque me lo chiedesse, lo farei ancora…

Ho pagato, in doveroso silenzio, ma non è stato facile. Perché quando tutto ciò accadde, io avevo 56 anni, non ero certo un ragazzino. E’ stato molto umiliante: la firma dai Carabinieri, “recluso” fuori dallo stadio e soprattutto lontano dal Benevento, la mia passione più grande da oltre cinquant’anni. E a causa di tutto questo ho dovuto rinunciare anche alla festa promozione che attendevo da tanti anni…

Io non credo affatto di aver meritato tutto questo. Ma esistono leggi e normative e per quanto possano sembrare stringenti bisogna rispettarle. Sempre.

Sabato sarò a Vercelli. Sarà il mio “secondo debutto” sugli spalti. A tifare, a spingere la squadra, a condividere la mia passione con tutti gli amici beneventani che, come me, sono stati trapiantati per motivi di lavoro qui al nord, lontano dagli affetti e dalla nostra bellissima Città. Provo la stessa emozione di quando, da bambino, mi recavo al Meomartini. 

Grazie dell’ospitalità e mi scuso ancora con tutti.”

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