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"Nove al destino che ha permesso a Ciciretti di segnare e di onorare la memoria del nonno"

 

“Se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia” (Antico proverbio africano)

ZERO: Alle istituzioni avellinesi… Ho scritto istituzioni e non Società Avellino calcio. A quanti hanno fatto si che Sabato prossimo non ci potrà essere un afflusso massiccio di sostenitori giallorossi per i problemi legati alla capienza ridotta del Partenio. Altro stadio ormai “fatto vecchio”; le feste di sport riescono se si danno alcuni segnali. Aumentare la capienza anche per una sola partita in un paese che prevede deroghe e sanatorie in ogni campo è semplicemente buon senso. E’ un derby, (ah già… non per loro), fra due città distanti 30 km.

UNO:  Come il gol beccato dopo 520 minuti di imbattibilità casalinga. Ci ha provato Djuric a fare lo sgambetto alla strega, ad abbattere il fortino del Vigorito, ma non sapeva che le streghe hanno mille sortilegi per far tornare le cose a loro vantaggio e che se i fortini sono difesi da uomini veri difficilmente vengono espugnati. Riprova… sarai più fortunato.

DUE: come i gol che hanno illuminato la notte giallorossa. Uno, il primo, frutto di un’azione corale a arrembante, fatta di batti e ribatti, pali e rimpalli, l’altro, il secondo,  uscito fuori dal sinistro fatato del Cicio che sembrava fosse teleguidato col joystick da qualcuno volato da poco in cielo. Tu chiamale se vuoi… emozioni

TRE: Le nitide occasioni avute per mettere la palla nel sacco. Pochi minuti di gioco e un pallone vola in curva da pochi passi, poi due volte Ceravolo fa rimanere l’urlo strozzato in gola. A volte la sfortuna e l’imprecisione possono rovinare una bella serata. Ma… come si dice… dall e dall s’  scassano pure i metall…

QUATTRO: Al terzinello “di scorta” che non sale in occasione del gol bianconero lasciando il perticone cesenate libero di fare gol da pochi passi… Ci pensa nel secondo tempo a farsi perdonare con l’azione sulla fascia che permette a Ciciretti di presentarsi in area per siglare il 2-1. Per la serie… frav’c e sfrav’c nun s perd mai tiemp!!!

CINQUE: Agli assenti. E’ vero… e’ inverno, fa freddo la sera, c’è sky… ma questi ragazzi meritano di più… più calore, più tifo, più applausi. Stanno facendo sognare una provincia e sono alla ribalta nazionale… Seguiamoli!!!

SEI: A Pezzi. Sbaglia alcuni appoggi e molti cross, ma non ha fatto per nulla rimpiangere Lopez. Esce stremato ma al termine di una vera maratona per i chilometri percorsi. C’è!

SETTE: Alla streghetta di casa che sullo 0-1 mi ha detto che… “non ti preoccupare papy, ora noi facciamo gol due volte così tu mi prendi e mi lanci in aria e segna quello bellino, quello biondo… che ha il cognome che mi fa ridere.. Ci… ci… cicetti. Ciretti… insomma quello lì…”. Comincio ad avere paura che ho davvero una strega in casa…

OTTO: Ai gol arrivati più o meno intorno al minuto 37 della ripresa, cioè ad otto dal termine del match…(vedi Spezia, Cittadella, ieri,)… Una deliziosa costante che dimostra tutta la combattività degli stregoni. Avevamo chiesto di sudare la maglia… Direi che migliore risposta non può esserci…

NOVE: Al destino, al fato, alle misteriose alchimie che legano gli affetti tra cielo e terra. Una maglietta indossata sotto la casacca da gioco con la certezza di poterla esibire davanti a tutti. Un sinistro teleguidato, una parabola perfetta, la palla in fondo al sacco, la corsa verso la telecamera, l’urlo commosso, la dedica sentita… Come si fa a non credere al soprannaturale in tutto questo??   Brividi.

DIECI: Nel 2009 erano in Serie D, nel 2012 in serie C, nel 2013 in B, nel 2014 in A e solo una settimana fa avrebbero disputato la finale di Copa Brasiliana. Un’ascesa inarrestabile. Una salita continua ed adesso sono saliti lassù in cielo, uniti da un destino beffardo. In semifinale un pallone respinto d’istinto al 94 dal portiere li aveva portati a Medelin… Non ci sono mai arrivati purtroppo, ma sono sicuramente arrivati nei cuori di tutti noi. E ci resteranno. Ciao Chapecoense.          

SCUGNIZZO 69

 

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